Alberto Bagetto
vasaio
grès e porcellana


OPI e autorizzazioni

Premesse

Cos'è un OPI

è un operatore del proprio ingegno

Cosa sono le opere del proprio ingegno

Secondo la legge sul diritto d’autore le opere dell’ingegno sono espressioni di carattere creativo del lavoro intellettuale appartenenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

Chiunque realizzi qualche cosa riguardante le Arti Visive (pittura, scultura, grafica, fotografia, computer art) deve considerare questo qualcosa come frutto del proprio ingegno, e quindi è un autore d'opera d'ingegno.
Va da sé che ciò che non è originale, cioè è copia e quindi non originario e creativo, non può essere considerato opera del proprio ingegno ma dell'ingegno altrui.
Per tale ragione la legge sul diritto d'autore, di cui ciascuno può avvalersi, non lo tutelerebbe.
Sulla qualità artistica saranno i posteri a giudicare.

Quando si parla di opere dell'ingegno ci si rifersice a quelle dell'art. 2575 del CC : .
"formano oggetto del diritto di autore le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al ,teatro e alla cinematografia qualunque ne sia il modo o la forma di espressione" e della legge n. 633/1941.

LIBRO QUINTO. Del lavoro - TITOLO NONO -
Dei diritti sulle opere dell'ingegno e sulle invenzioni industriali -
Capo primo - Del diritto di autore sulle opere dell'ingegno letterarie e artistiche

Formano oggetto del diritto di autore le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alle scienze, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

L'OPI non è un hobbista

Finalmente alcune leggi regionali hanno chiarito in modo definitivo la distinzione tra OPI e hobbista:
ad esempio si può far riferimento alla legge regionale Emilia Romagna 24 maggio 2013, n. 4

Articolo 7 bis

"1. Sono, di seguito, denominati hobbisti tutti coloro che, non essendo in possesso dell'autorizzazione di cui agli articoli 2 e 3, vendono, barattano, propongono o espongono, in modo saltuario ed occasionale, merci di modico valore. Essi possono operare solo nei mercatini aperti alla partecipazione degli hobbisti di cui all'articolo 6, comma 1, lettera c bis).

2. Non rientrano nella definizione di hobbisti i soggetti di cui all'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo n. 114 del 1998 (questi sono gli espositori di prodotti dell'ingegno creativo realizzati dall'espositore stesso). E’ fatta comunque salva la partecipazione degli operatori professionali alle manifestazioni fieristiche di cui alla legge regionale 25 febbraio 2000, n. 12 (Ordinamento del sistema fieristico regionale). "

Commercio e vendita di opere

  • Il commerciante compra e rivende beni
  • Chi produce un bene non fa il commerciante: vende la sua opera.

Distinzione sottile che, se ignorata, è la sorgente delle iniquità.

Quadro di riferimento

D.M. 375/88

Vecchia normativa che parla di OPI all'articolo 61 superata dal DL 114 del 1998 : (art.61 D.M. 375/88)
L'art.61 mette in regola esclusivamente la parte amministrativa e stabilisce  il "non obbligo di iscrizione al REC".

DL 114 del 1998 (Decreto Bersani)

L'art. 4 - comma 2, lettera H esclude gli OPI dalla disciplina commerciale contenuta nel DL che regola le attività di commercio in forma professionale e continuativa:

"2. Il presente decreto non si applica: [...]
h) a chi venda o esponga per la vendita le proprie opere d'arte, nonché quelle dell'ingegno a carattere creativo, comprese le proprie pubblicazioni di natura scientifica od informativa, realizzate anche mediante supporto informatico;"

Il "nonché" risolve il dubbio interpretativo di alcuni secondo cui solo gli affermati artisti possono usufruire del presente decreto. ("nonché", in italiano corrente significa "e anche, oltre che..." ma tale dettaglio pare essere ignorato da alcuni funzionari regionali)

Autorizzazioni da chiedere per esporre e vendere le proprie opere

SCIA Segnalazione certificata di inizio attività
ai sensi dell’art.19 della legge 241/1990 e successive modificazioni (Semplificazione dell'azione amministrativa)
 
Per l'attività di vendita di opere del proprio ingegno, non è prevista la presentazione di alcuna SCIA/Comunicazione, in quanto si tratta di attività esclusa dall'applicazione delle disposizioni contenute nel D.Lgs. 31-3-1998 n. 114 relativo alla riforma della disciplina relativa al settore del commercio.
Solitamente i Comuni nei regolamenti con i quali disciplinano le fiere promozionali, i mercatini... consentono la partecipazione agli operatori dell’ingegno, facendo presentare agli interessati, nella formula della dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (artt. 46 e 47 del D.P.R. 445/2000), la dichiarazione che le cose poste in vendita sono frutto del proprio ingegno.
Per approfondire: http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=1569.msg3610#msg3610

In genere nelle manifestazioni sono gli organizzatori che provvedono a raccogliere le singole richieste e a inoltrarle agli uffici competenti
nella segnalazione viene specificato anche dove si intende esporre (presso la propria abitazione, in apposito locale a ciò predisposto, in forma itinerante su aree pubbliche previo nulla osta del comune competente...)
Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà OPI (Art.47 D.P.R. 28/12/2000 n.445)
è un modello semplificato e generico da portare sempre con sé
Alcuni mercati chiedono agli OPI un'attestazione da parte del Comune di residenza di essere operatori del proprio ingegno: questa richiesta ha poco senso perché:
1) gli operatori non professionali non sono tenuti a adempimenti di comunicazione, autorizzazione o certificazione
2) se anche lo fossero, non si può chiedere a loro di produrre documenti in possesso di altra pubblica amministrazione
3) non si può imporre loro, nemmeno con regolamento, di avere una certificazione che potrebbe non essere rilasciata in quanto il Comune di provenienza potrebbe non ritenerla (giustamente) dovuta.

Quindi fate comunque la Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà
Ovviamente chi fa dichiarazioni false, si deve poi aspettare conseguenze...
Per approfondire questo tema leggere:

http://www.omniavis.it/web/forum/index.php?topic=5849.msg12143#msg12143


e allora...

L'OPI, come gli artisti, non sono soggetti alla normativa sul commercio.

L'OPI può partecipare ai mercati nei quali è prevista espressamente la partecipazione degli OPI..
Non può partecipare, senza partita iva, a mercati, fiere o altre concessioni di posteggi riservate agli operatori professionali.

Quindi, rispettando la normativa fiscale e i luoghi che gli sono assegnati, può vendere le proprie opere senza altri tipi di autorizzazioni.

Il registro OPI

Alcuni comuni hanno istituito un registro OPI a cui si accede mediante una commissione che valuta i requisiti dei singoli soggetti.
Questo registro si affianca alla Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà OPI ma non la sostituisce.
Lo scopo del registro è quello di regolamentare l'assegnazione degli spazi resi disponibili dal comune per l'esposizione e vendita delle proprie opere e combattere l'abusivismo.
Il comune di Torino è stato il primo ad istituire i registro; Genova sta ultimando le procedure.
I posti vengono assegnati per estrazione ogni 2 mesi

Link

Qui si può trovare una sintesi sugli aspetti amministrativi e fiscali, condotta dall'Avv. Antonio la Penna